Napoli ritrova i suoi antichi orologi. Risalgono al 1920, quando ne furono installati una quarantina, nei punti centrali della città, ad ogni angolo di strada. Scandivano le ore, i minuti contemporaneamente, senza fallire di un secondo perché alimentati da un avanzatissimo, per quei tempi, sistema di rete elettrica della centrale dell'Ente Autonomo Volturno.
Danneggiati dai bombardamenti e dai vandali, ne sono stati recuperati undici. Dopo le difficoltà di trovare i pezzi di ricambio e un maquillage che ha riportato ai vecchi colori le alte colonnine in ghisa, in questi giorni l'assessore all'arredo urbano, Diego Guida ne ha inaugurati tre, in Via Santa Lucia, Piazzetta Rodinò e Piazza Vanvitelli.
Nei prossimi giorni arriveranno gli altri otto dell' orario unico, com'erano chiamati ad inizio secolo questi eleganti testimoni di un'epoca assai remota. Furono costruiti dalla fonderia di Enrico Treicler di Capodimonte, famosa fino a pochi anni fa, su disegno dell'ing. Ventura.
Il restyling, eseguito dal servizio progettazione e manutenzione del Comune, ha comportato anni di lavoro, sotto l'attenta supervisione della Soprintendenza ai beni culturali. Il colore delle colonnine dal verde, fino al momento della rimozione, è tornato ad essere grigio scuro come in origine. Sorpresa per i più anziani che spesso ne hanno sollecitato il ripristino. Le ore che prima erano scandite su numeri romani, oggi si leggono su numeri arabi. A differenza degli orologi meccanici, gli orologi Eav alimentati da una rete sotterranea, segneranno tutti la stessa ora.
Nei prossimi giorni torneranno al loro posto anche le colonnine in stile liberty di Piazzetta Augusteo, Via Diaz, Museo Nazionale, Mezzocannone, Montesanto, Via del Sole, Via Duomo, Piazza Cavour.
Napoli, 05/06/2010 ore: 12.53